giovedì 18 settembre 2014

LA CUCINA DELLA MAESTRA

By ABC Television (ebay front back) [Public domain],
via Wikimedia Commons
Ecco a voi la seconda storia della rubrica "Sono diverso/a...e allora?", scritta stavolta da Lorenzo Gasparrini!

LA CUCINA DELLA MAESTRA
Piccola tragicommedia in due atti

Personaggi:

Andrea (cinque anni)
Papà (il papà di Andrea, attivista antisessista)
Maestra (maestra di Andrea, scuola dell'infanzia)

ATTO PRIMO
(a casa di Andrea, interno)

(Andrea è nella sua stanza a giocare, visibilmente imbronciato. Entra Papà)

Papà: Ciao Andrea, bello de papà, come stai? Com'è andata all'asilo?
Andrea (mogio): Tutto bene.
Papà (lo fissa per qualche istante, poi): Sicuro? Che è quella faccia?
Andrea (aspetta qualche secondo, poi la faccia passa da broncio a ira): Odio tutte le femmine, ecco.
Papà (accasciandosi su una sedia, tra sé): Ma non doveva succedere tra una decina d'anni, almeno? (ad Andrea) Amore, e perché? Che è successo?
Andrea: Non mi fanno giocare con la cucina.
Papà (colpito): Scusa, cioè tu vuoi giocare con la cucina e loro non ti ci fanno giocare? Ma chi poi? Tutte le bambine della tua classe?
Andrea: Sì tutte, non mi fanno giocare con la cucina, la maestra le mette lì e io non ci posso giocare.
Papà (sbalordito): Come? La maestra le mette a giocare con la cucina? E a te no?
Andrea (alza la voce): No, a me no! Io non ci posso giocare, con la cucina.
Papà (sospirando): Tranquillo ciccio, domani papà parla con la maestra e vediamo cosa si può fare. Va bene?
Andrea (sospirando anche lui): Va bene...


(sipario)

ATTO SECONDO
(a scuola di Andrea, interno, davanti la porta di una classe)

Papà: Buongiorno maestra, sono il papà di Andrea.
Maestra (sorridente): Buongiorno!
Papà: Mi scusi se ne approfitto, le rubo solo pochi istanti. Andrea ieri è tornato molto imbronciato da scuola e mi ha raccontato qualcosa a proposito dei giochi, che qualcuno non gli lascia fare - o qualcosa del genere. Credo ci sia in mezzo anche la cucina giocattolo che c'è in aula.
Maestra: Sì certo; ma non è successo niente di che, Andrea voleva giocare con la cucina ma come sempre ci sono le bambine, e loro non lo fanno giocare. Ma poi lo distraggo io, gli propongo altre attività e torna il solito sorridente Andrea. Non so perché glielo abbia raccontato, ieri non sembrava successo nulla di grave.
Papà (cordiale): Vede Maestra, Andrea a casa ci vede cucinare, a me e a mia moglie, e da sempre è lì con noi a giocare anche con le cose della cucina che noi gli diamo, qualche oggetto che gli passiamo. Immagino che sia per questo che lo trova tanto naturale e vorrebbe farlo anche a scuola.
Maestra: Ah, per questo? Lo fa anche a casa?
Papà: Eh, sì, spesso si mette lì, con le pentole, qualche barattolo vuoto, i mestoli, e gioca. Non potrebbe farlo anche qui a scuola?
Maestra: Beh, vede, quando c'è il momento del gioco, io in genere metto le bambine in una zona, dove ci sono le bambole, le cullette e la cucina, e i bambini invece hanno le costruzioni, le macchinine, altre cose.
Papà (basito): Ah.
Maestra: In effetti è strano che Andrea voglia giocare con la cucina, e allora le bambine, sa come fanno...
Papà (sempre più basito): Le bambine. Capisco.
Maestra (riflettendo): Beh, certo, però se lo fa anche a casa... (ci pensa) sì, non c'è problema, perché no: Andrea può giocare con la cucina.
Papà (crolla, ma mette su un sorriso ipocrita): Andrea, certo. Grazie maestra, Andrea ne sarà molto contento. Buona giornata. (Girandosi, esce facendo un'espressione terrorizzata).

(sipario)


Lorenzo Gasparrini

Leggi la prima storia:
Uno zio contro gli stereotipi

Hai una storia da raccontarci che abbia per protagonisti bambine/i e il tema della discriminazione che vuoi condividere sul blog? Inviala a vitadastreghe[at]gmail.com!

2 commenti:

  1. ah, "la cucina"......giovanni ha sette anni ma ricordo perfettamente lo stesso siparietto alla sua materna (quando ne aveva 3)....la maestra mi disse: " cara signora, le bambine vogliono giocare con la cucina, le bambine sono tante sa e allora visto che non vogliono maschi in mezzo a loro, le bambine lo allontanano e quindi cmogio mogio giovanni va in un'altra zona gioco. giovanni deve pure imparare a "difendersi da solo" eh, mica posso spicciargliele io le cose, è giusto che se la sbrighi da sé" (sottotitolo: se gli tireranno una sediata in testa, forse potrò intervenire, altrimenti non si aspetti che faccia qualcosa). giovanni smise di provare a giocare con la cucina a scuola e io gliene comprai ben due: una piuttosto grande per la sua camera (grigia) e una piccolina portabile dai nonni (rosa, unico colore). ci ha giocato per due-tre anni e poi se n'è dimenticato ed è passato irrimediabilmente alle lego, ma quando a casa nostra (e capita, oh se capita) vengono amici con bimbe e bimbi, il loro primo pensiero è ancora quello di recuperare la cucina grande (traslocata nello sgabuzzino) per farsi le meglio giocate assieme!

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