martedì 28 febbraio 2017

8 MARZO, PERCHE' ADERISCO ALLO SCIOPERO GLOBALE


In quest'ultimo periodo ho affrontato spesso argomenti "oltre il genere", avendo scritto una storia avente come protagonista una persona senza un'identità di genere definita di cui non è dato sapere il sesso.
L'ho fatto perché mi sono molto interrogata su questo tema, che trovo affascinante, e perché sono profondamente convinta che sia necessario diffondere una cultura dove il valore della persona sia messo al primo posto, perché vorrei che smettessimo di giudicare gli altri sulla base del loro genere di appartenenza o del proprio orientamento sessuale.

Andare oltre il genere, tuttavia, non significa non riconoscere che la disparità di genere esista e vada combattuta.
Quando Trump è stato eletto ho pensato che, fra i possibili scenari futuri, forse ce ne sarebbe stato uno positivo: una presa di coscienza femminista e, in generale, un nuovo impulso ai movimenti civili di rivendicazione dei diritti. La Women's March, in questo senso, mi pare abbia rappresentato un effetto importante.

Credo che lo sciopero globale delle donne organizzato in occasione della Giornata Internazionale della donna, partito dalle donne argentine e promosso in Italia dal movimento Non una di meno, che ha già coinvolto diversi Paesi nel mondo (fra cui gli Stati Uniti), ben si inserisca in questa sorta di risveglio di mobilitazione civica e che rappresenti un'efficace occasione per portare all'attenzione temi che troppo spesso non lo sono.

Aderisco quindi all'iniziativa perché gli 8 punti (le motivazioni dello sciopero) rappresentano rivendicazioni sacrosante che meritano un'azione importante:

1. La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne
2. Senza effettività dei diritti non c’è giustizia né libertà per le donne
3. Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi
4. Se le nostre vite non valgono, non produciamo!
5. Vogliamo essere libere di muoverci e di restare, contro ogni frontiera
6. Vogliamo distruggere la cultura della violenza attraverso la formazione
7. Vogliamo fare spazio ai femminismi nei movimenti e costruire spazi politici e fisci transfemministi e antisessisti
8. Rifiutiamo i linguaggi sessisti e misogini

Aderisco perché sono molti i modi di partecipare. Non solo quello di astenersi dal lavoro che, comprendo, in alcuni casi possa risultare difficoltoso o impossibile. Come descritto nell'infografica realizzata da Pasionaria, per esempio ci si può vestire di nero con una fascia o un accessorio fuxia, si possono diffondere i volantini, ci si può astenere dal lavoro di cura della casa e della famiglia, ci si può astenere dal consumo o si può scendere in piazza. Mi sembra che le opportunità siano diverse.

Aderisco, infine, perché voglio fare anch'io la mia parte.

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